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Biodizionario: I prodotti dannosi nella cosmesi

Biodizionario: I prodotti dannosi nella cosmesi
Biodizionario: I prodotti dannosi nella cosmesi

Biodizionario: I prodotti dannosi nella cosmesi

Il campo di applicazione prediletto del Biodizionario è quello della cosmesi, con migliaia di ingredienti utilizzati per la preparazione di trucchi, creme e lozioni.

Spesso molte aziende dichiarano di utilizzare prodotti al 100% naturali, poi ad un rapido passaggio nel Biodizionario si scopre come questo sia in realtà in parte vero.

E sapere cosa ci si spalma e si utilizza nella cura del corpo tutti i giorni è assolutamente fondamentale per evitare irritazioni della pelle o problemi ancora peggiori.

Ecco quindi, Biodizionario alla mano, una breve lista di sostanze ritenute dannose che si possono trovare all’interno dei prodotti per la cosmesi.

Petrolati e siliconi: i più comuni tra gli ingredienti nocivi

Questo tipo di sostanze vengono utilizzate nei cosmetici con la funzione di “filmanti”.
In pratica consentono al prodotto di applicare una leggera patina sulla pelle, in grado di coprire piccoli inestetismi, rendere la cute all’apparenza più liscia e altri benefici di tipo estetico.

Però tutte queste caratteristiche si fermano alla sola “apparenza” mentre nella sostanza questi ingredienti sono derivati dalla raffinazione del petrolio, e come tali possono essere dannosi se utilizzati con continuità.

Sono abbastanza comuni nelle creme, perché rendono il prodotto più morbido e vellutato, inducendo il consumatore a credere di trovarsi di fronte ad un prodotto di ottima qualità.

Tra i siliconi utilizzati più spesso e che possiamo leggere sull’etichetta troviamo:

  • Amodimethicone;
  • Dimethicone;
  • Cyclomethicone;
  • Cyclopentasiloxane;
  • Trimethylsiloxysilicate;
  • Ed in generale gli ingredienti che terminano con i suffissi «-thicone»; «-xiloxane»; «-silanoi», che indicano proprio un derivante del silicone.

I petrolati, che come dice il nome sono prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, sono invece:

  • Pertolatum;
  • Vaselina;
  • Paraffina;
  • Paraffinium Liquidum;
  • Cera microcristallina;
  • Mineral Oil

Quando troviamo questi ingredienti ci basterà una rapida consultazione al Biodizionario per capire che siamo al cospetto di sostanze potenzialmente dannose per la nostra pelle.

I Parabeni: conservanti molto diffusi nella cosmesi

Altro elemento che si può trovare nei cosmetici è una serie di conservanti conosciuti col nome di Parabeni.

Questi vengono utilizzati per evitare che il prodotto si degradi e vada come siu suol dire “a male” prima di riuscire a sfruttarlo appieno.

Tempo fa l’utilizzo di questi conservanti era considerato sicuro, anzi il fatto che fossero nella lista degli ingredienti di creme, shampoo o saponi era considerato un punto di forza.

Molti studi nel tempo hanno invece dimostrato come queste sostanze alla lunga si possano rivelare cancerogene.
Infatti il loro continuo contatto con la pelle può provocare anche condizionamenti al sistema endocrino, in quanto parliamo di sostanze che possono entrare in circolo attraverso il sangue causando quindi episodi di allergie o intoilleranze.

Uno dei parebeni più conosciuti e comuni è ad esempio la Formaldeide, ma ve ne sono altri che possiamo incontrare nell’etichetta dei prodotti di cosmetica come:

  • Methylchloroisothiazolinone;
  • Methylisothiazolinone;
  • Methyldibromo glutaronitrile;
  • Sodium hydroxymethylglycinate
  • DMDM hydantoin;
  • Benzylhemiformal, 2-bromo, 2-nitropropane;
  • 1,3-diol, 5-bromo, 5-nitro, 1,3-dioxane.

Se leggiamo nell’INCI del prodotto e troviamo queste sostanze, basterà fare la verifica con il biodizionario per capire la pericolosità di quello che stiamo utilizzando.

Prodotti con sigla EDTA

Potremmo anche imbatterci in prodotti contrassegnati dalla sigla EDTA che significa acido etilendiamminotetraacetico, una sostanza in grado di trattenere le molecole di molti metalli pesanti.
Questa caratteristica lo rende, oltre che non salutare per le persone, anche dannoso per l’ambiente.
Infatti le particelle di questi metalli sono difficilmente biodegradabili, quindi resistono a lungo nell’ambiente e una volta scaricati possono depositarsi, ad esempio, sul fondo dei fiumi causando innumerevoli problemi.
Questa serie di prodotti la troviamo spesso contrassegnata anche con suffissi come:

  • «-trimonium»;
  • «-dimonium»;
  • «-glycol».

Non si tratta di prodotti strettamente pericolosi per le persone perché le quantità di metalli pesanti trattenute sono minime, ma il largo consumo di queste sostanze potrà creare notevoli danni ambientali anche sul medio periodo.

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